ACCADRÀ PRESTISSIMO E SARÀ BELLISSIMO.

Accadrà prestissimo. Il Movimento Cinque Stelle conquisterà il governo dell'Isola, mettendo finalmente da parte la sciagurata stagione del Crocettismo.
Mancano soltanto cinque mesi alle elezioni regionali e questa volta sarà la nostra più difficile sfida. Perché tutto si decide in questi mesi. Adesso dobbiamo andare avanti uniti come squadra o cederemo un centimetro alla volta, un giorno dopo l’altro, fino alla disfatta. La Sicilia dopo settant'anni  di autonomia permane ancora in uno stato miserando. L'incapacità di pensare e realizzare l'innovazione e il rilancio dei sistemi produttivi isolani è stata la caratteristica  dei governi che si sono succeduti in Sicilia. L'incapacità di alzare la testa e progettare un futuro politico in grado di confrontarsi adeguatamente sia con la sfida interna dell'auto-governo sia con quella esterna della concorrenza con altri territori.
Le politiche di spesa della Regione siciliana sono state volte solo a finanziare iniziative che avevano già un nome ed un cognome ben preciso, spesso palesemente contenuto anche nel titolo dell'articolo della legge di spesa.
Le amministrazioni isolane sono affollate di dipendenti sottoutilizzati con i livelli delle prestazioni indiscutibilmente bassi, nonostante il gran numero di persone impiegate. I servizi pubblici locali in Sicilia funzionano male e soltanto con poche eccezioni. E nonostante non siano mancate le risorse destinate a questo fine, la crescita di una sana classe imprenditoriale rimane ad oggi solo un miraggio.
La Sicilia ha tutte le ricchezze perché riesca a vivere in modo dignitoso. Ricchezze che essa stessa produce.
Alla vigilia del rinnovo dell'Assemblea Regionale,la classe politica siciliana, con pressochè nessuna distinzione tra destra e sinistra , ad oggi sembra poco o nulla interessata a mettere in discussione il sistema che ha prodotto tutto ciò. L'obiettivo principale della politica isolana è la battaglia per il mantenimento del regime dei privilegi. È evidente ed indiscutibile il fallimento di questa politica, noi abbiamo il dovere morale di mettere in discussione la classe politica che ha governato la Sicilia negli ultimi vent'anni.
La Sicilia sta sprofondando giù da una montagna, trascinata dalle aziende che chiudono quotidianamente, dalla disoccupazione, da chi fa business sugli immigrati. I media di regime ripetono che è tutta colpa del MoVimento 5 Stelle, che noi siamo il male della Sicilia e dell'Italia intera e che la soluzione al problema sono sempre i soliti: Crocetta, Orlando, Miccichè, Turano, Scala. Possiamo rimanerci dentro questo inferno, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Noi però, cari siciliani, non possiamo farlo per voi. Abbiamo bisogno di tutto il vostro sostegno. Certo che senza di voi non avremmo fatto neanche un metro di strada. Nel 2012 ne abbiamo mandati 14 alla Regione. Hanno rinunciato alla metà dello stipendio compresi i privilegi spettanti agli eletti. Abbiamo rinunciato a tutti i finanziamenti pubblici,e che ci crediate o no, noi ci reggiamo solo sulle piccole donazioni volontarie che fanno i semplici cittadini. Abbiamo allontanato è sospeso chi tradiva i nostri valori e non siamo mai scesi a compromessi, anche se tanti ci dicevano di fare il contrario.

La nostra sfida per andare al governo di questa regione comincia adesso. La nostra squadra è grande, siamo cittadini, siamo attivisti, siamo portavoce. Ognuno ha il suo compito e ognuno ha il dovere di non mollare mai. Da qui al governo di questa regione è questione di poco. Non lo dico per arroganza, ma per senso di responsabilità. Dobbiamo avere ben chiaro che su questa squadra poggiano le speranze di tutti noi siciliani. In questa squadra si combatte, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, ci difendiamo con le unghie e con i denti, perché sappiamo che tutto questo farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire, fra governare questo regione e questo paese per i cittadini o subire ancora il governo delle lobby e degli amici e dei figli di.

E voglio dirvi una cosa: se io potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste, è per questo che lavoriamo come pazzi dal 4 ottobre del 2009 e anche da prima. In questi 5 mesi che abbiamo davanti ci giochiamo il nostro futuro. Ci giochiamo la nostra Sicilia. Ma io non posso obbligarvi a lottare. Ognuno di noi dovrà guardare il cittadino che ha accanto, guardarlo negli occhi.  Io scommetto che vedrete un uomo determinato a cambiare la Sicilia e l'Italia con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.

Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi andiamo avanti adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È tutto qui. Questo è quello che dobbiamo fare!

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